Bg di Buttafuoco Giuseppe

TEAM BUILDING: DIVERTIRSI PER LAVORARE MEGLIO

  1. Descrizione

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Saper fare team building √® un requisito fondamentale nel panorama lavorativo di oggi, per qualsiasi settore aziendale e quale che sia la dimensione dell’azienda. Ma non √® una capacit√† innata, o almeno non per tutti.

I delicati equilibri lavorativi fra colleghi sono spesso compromessi da fattori quali stress, inesperienza, mancanza di motivazione, o per eccesso di zelo dalla voglia di mettersi in mostra e cos√¨ via. Ma non tutto √® perduto e le aziende che basano la propria attivit√† sui gruppi di lavoro ricorrono appunto alla tecnica del team building, letteralmente “costruzione del gruppo”, per sviluppare nelle persone coinvolte al medesimo progetto, attivit√† o lavoro che sia, lo stesso orientamento alla collaborazione, comunicazione, coesione, condivisione di obiettivi e per accrescere anche quei legami se non personali, ma di relazione personale che pi√Ļ di ogni altro contribuiscono al successo del team.

Cos’√® il team building?

La “costruzione del gruppo” √® un’attivit√† che ha lo scopo di formare un gruppo di persone. In particolare, in ambito aziendale, il traguardo √® quello di ottenere il massimo in termini di performance dai propri dipendenti. Il team building pu√≤ essere di tipo formativo se √® associato ad alcuni bisogni specifici derivanti da una dettagliata analisi, oppure pu√≤ essere semplicemente di tipo ludico, qualora l’obiettivo sia quello di far divertire il gruppo e sviluppare l’appartenenza ad un team. Le attivit√† di divertimento possono essere sportive, teatrali, musicali, avventurose, ma sempre flessibili e articolate.

√ą interessante osservare che mentre in campo internazionale il termine team building indica specifiche metodologie nate e sviluppate per lavorare sui gruppi, il team building nelle aziende italiane grandi e piccole non solo √® poco diffuso se non assente, ma ancora oggi √® spesso confuso con attivit√† puramente ludiche non finalizzate ad un obiettivo specifico. Lo scopo primario √® invece uno e solo: far sentire il gruppo una vera squadra; per questo si deve andare oltre la semplice conoscenza superficiale, data dalla collaborazione in ufficio, e consentire ai membri del gruppo di aumentare la fiducia nei propri colleghi, migliorare il livello di collaborazione, stimolare la creativit√†, favorire la comunicazione, riconoscere i reciproci momenti di tensione e le singole capacit√† di azione/reazione.

Spesso “team building” √® confuso con “teamwork”, ma in realt√† c’√® una sottile differenza: nel teamwork gli individui sono gi√† parte di un gruppo precostituito e l’obiettivo dell’evento √® quello di farli lavorare in modo pi√Ļ sinergico fra loro. Nel team building invece lo scopo √® creare il gruppo ovvero aiutare il o i leader in grado di gestire e migliorare i comportamenti e le dinamiche che aggregano e rendono maggiormente efficace il proprio gruppo, imparando anche ad essere un buon coach, colui cio√® che sa sviluppare la motivazione di ogni collaboratore (vedi: Lavoro in team: motivazione e collaborazione).

Le capacità individuali che un componente di una squadra dovrebbe avere o attraverso questi eventi, sviluppare e accrescere sono:

ascolto attivo: ovvero mostrare interesse per la comunicazione che deriva dal proprio interlocutore;
comprensione: avere cio√® la capacit√† di “mettersi nei panni altrui” per capire meglio le sue reazioni in un certo contesto e magari scoprire che il proprio comportamento sarebbe stato identico;
dimostrare sincero interesse: rendersi trasparenti nella propria percezione dell’altro aiuta in caso di critiche costruttive, a far sentire l’altro come accettato sinceramente, lo aiuta a riceverle come dimostrazione di affetto e non di bieca adulazione o vuota lusinga;
attenzione per le piccole cose: i rapporti si fondano soprattutto su minime dimostrazioni quali una frase gentile detta al momento giusto o un banale ringraziamento per un lavoro svolto, quindi sviluppare una tale attenzione è un requisito fondamentale;
coerenza: avere la capacità di fare quello che si sostiene è importante per essere presi sul serio e per essere rispettati;
disponibilit√†: essere capaci di fare qualche cosa per qualcun altro senza che gli altri si approfittino di questa capacit√† risiede nell’attitudine di discernere quando fare qualche cosa in modo indipendente e quando dire di “no” alle continue richieste di lavoro semplicemente perch√© qualcuno si vuole approfittare dell’altro;
capacit√† di riconoscere i propri errori e scusarsi: in questo caso l’altro avvertir√† la capacit√† di autocritica e aumenter√† la sua stima nel collega che pur sbagliando sa riparare al danno fatto;
contribuire attivamente: significa offrire il proprio contributo per la crescita degli altri. Sviluppare conoscenze e capacità non è proficuo se non si ha la capacità di trasmetterle agli altri
Perch√® il gruppo sia efficace nel perseguire i suoi obiettivi e sia quindi considerato a livello aziendale come “performante” dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

ruoli e obiettivi chiari: ogni componente sa perfettamente e senza ambiguità cosa è chiamato a fare e di cosa è responsabile;
buon flusso comunicativo: la comunicazione deve essere costante e pluridirezionale in modo che i problemi emergano subito come anche le soluzioni;
fiducia nel gruppo: avere la sicurezza che gli altri elementi del gruppo siano presenti, disponibili e che tutti siano coesi;
allineamento: ovvero tutti sanno l’obiettivo da raggiungere e condividono la “vision” del gruppo di lavoro;
eccellenza: tutti sono tesi alla vittoria! Ne scaturisce determinazione e contributo per dare il meglio di se stessi

 





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